Pensiero (in attesa della primavera).

In trent’anni di vita questo giardino è diventato un piccolo cosmo abitato da innumerevoli creature. In tutto questo tempo ho imparato che essere giardinieri non significa imporre alla natura di piegarsi ai nostri desideri, ma piuttosto ascoltarla, dialogare con essa e trovare un equilibrio nel rispetto reciproco. Creare Bellezza insieme è il vero obiettivo.

È un cammino segnato da difficoltà, ma il giardino, come un essere vivente, chiede di resistere. Perché la sua bellezza è una luce da condividere, un seme di speranza. E in un mondo che non può esistere senza speranza, tornare in giardino, con tutte le sue fatiche, non è solo un atto di resistenza, ma – come ci ricorda Hillman – è un modo per fare anima.

Patrizia

Il giardino delle stanze sonore

Ho sempre creduto che un giardino nascesse da un progetto realizzato su carta e poi messo in pratica. Mi rendo conto che ci sono modi diversi di fare giardino e per me, che ho sempre praticato l’esperienza dell’arte, plasmare stanza per stanza questo ambiente è stato, ed è, come dipingere su una tela viva e mutevole.
Nel fare giardino è il dialogo con la vita che più mi sorprende e che chiede un paziente ascolto per accogliere il nuovo, modificando continuamente la mia pennellata di apprendista giardiniere.
Questa mutevolezza fa sì che “l’opera” non sia mai compiuta. Ogni traguardo pone altre mete da raggiungere… e l’avventura continua!

Così mi piace immaginare questo giardino come un atelier a cielo aperto dove io non sono l’autore, ma l’interprete operante del Genius Loci. Il cantiere è sempre aperto.

Forse domani scopriremo un’altra stanza.

Patrizia

IMG_20171217_085651_995