Appunti per il Giardino delle Stanze Sonore – Parte 2

Attraverso Giardini

Certo il giardino non si esaurisce in questa aria di festa e forse il posto migliore per comprenderlo è il labirinto in ciotoli di fiume. Si trova anch’esso a ridosso della siepe di lauro, ai piedi della scultura sonora di Patrizia, il mormorio delle acque dona a questa stanza un’atmosfera raccolta e leggera. Il disegno é una copia del labirinto della cattedrale di Chartres, in scala uno a due, ma se ci fermiamo alle somiglianze siamo come quei pellegrini che si accontentano delle prime parole della guida di turno e sorridenti si allontanano. Questo labirinto non è un oggetto d’intrattenimento, è stato costruito per esercitare influenze, per legarsi a quell’universo di labirinti che nei secoli in occidente abbiamo immaginato, realizzato. In primo luogo c’é il tema del viaggio cristiano che conduce alla meta ultraterrena, l’invito al cammino guidato dalla tradizione ma c’é anche qualcosa di più antico, il tentativo…

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Appunti per il Giardino delle Stanze Sonore – Parte 1

Attraverso Giardini

E’ il passo sulla lastra di luserna che consente il guado alla piccola pozza a chiusa del vialetto dei lauri e delle rose e delle arcate in rami di salice.

A più di una persona è capitato su quella pietra di sentire qualcosa, un fremito, un’incertezza, una piccola sospensione: così inizia lo spettacolo al giardino delle stanze sonore.

E superata l’acqua ciò che si pensava apertura, via, non lo è più e non perché manchi la rotta: distrae il crepitio dei passi sulla ghiaia, non ci si accorge dell’aria sottile che camminando a poco a poco penetra e allenta.

Un modo per scoprire questo giardino é muoversi come un pappo di pioppo, rendersi leggeri e volanti quindi, consapevoli che un semplice petalo che cade può decidere la natura dell’incantesimo. A chi si sposta senza binario, per non deragliare, basta individuare i resti di quel parco di villetta borghese, nato decenni…

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Lavori in corso – Agosto 2019

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Il Quadro-giardino di Patrizia Merendi

Articolo di presentazione

In collaborazione con Bologna Welcome.

 

Il sorprendente giardino, adiacente a un’abitazione costruita a cavallo dell’ultima guerra, è situato nella campagna occidentale bolognese, in un territorio rurale vicinissimo alla città in cui sono ancora riconoscibili alcuni caratteri storico-paesaggistici dell’antica comunità di Olmetola (ville, nuclei c olonici, viabilità storica, fossi, siepi e filari alberati).

Nel ’700 il terreno su cui insiste il giardino era parte della grande tenuta della famiglia senatoria Scappi, che aveva il fulcro nell’odierna Villa Bernaroli, e in particolare del podere di un nucleo colonico nelle vicinanze, tuttora esistente, che nella carta dell’ Ufficio Acque e Strade (1774) era detto Fabbreria Scappi e in seguito Fabbreria vecchia.

Via Felicina, che nel nome ricorda un’altra famiglia senatoria bolognese, i Felicini, che avevano proprietà nella zona prima degli Scappi, rappresenta un cardo della centuriazione romana, che incrocia il decumano di via Olmetola non lontano dal giardino, nel punto in cui un’edicola votiva segnala ancora l’antichissimo crocicchio.

L’attuale proprietaria, l’artista simbolista Patrizia Merendi, iniziò circa 20 anni fa la ristrutturazione dell’edificio, creando anche una prima forma di giardino, secondo uno sviluppo per blocchi non più riconoscibile.

L’accesso avviene attraverso un alto corridoio di siepi miste e informali che isolano dal contesto: da subito si percepisce l’invito alla scoperta. È un giardino riservato, che si svela poco a poco, man mano che ci si inoltra nelle tante stanze verdi che lo compongono, legate l’una all’altra da altrettanti canali prospettici e vie di fuga per l’occhio attento che, dopo avere scoperto insoliti e affascinanti insiemi di forme e tonalità di verde nel ricchissimo sottobosco, corre naturalmente più lontano, oltre uno squarcio tra le fronde dell’acero giapponese, al di là di un cancello, verso un campo lontano, tra i rami che inquadrano una stele di vetro o verso una mangiatoia per uccelli appesa in alto.

Nato senza un progetto complessivo ma seguendo la passione, la curiosità e la ricerca, è oggi un giardino complesso, che occorre interpretare, con angoli di grande equilibrio naturalistico e inserti simbolici forti.

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È stato creato un biolago (80 cm di profondità) che accoglie specie particolari, come Ceratophyllum demesum e Iris pseudocorus , e un susseguirsi di cascatelle create con canne d i bambù.

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Nella parte centrale si apre un grande spazio luminoso dove la proprietaria ha realizzato un Karesansui, un giardino giapponese (impropriamente detto Zen).

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Poco oltre s i trova un labirinto che riproduce, con dimensioni dimezzate, quello celebre della cattedrale di Chartres. Più vicino all’edificio, immerso nella vegetazione e davvero poco percepibile, si trova l’unico esemplare arboreo preesistente, un grande tiglio simbolo del giardino, circondato da una morbida bordura di Brunnea macrophylla.

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I fiori, tuttavia, non sono gli elementi principali del giardino, per cui sono fondamentali soprattutto il formalismo e il cromatismo fogliare, anche se nel periodo di massima fioritura il giardino regala un vero e proprio percorso olfattivo.

La cura del giardino viene eseguita quotidianamente dalla proprietaria senza ricorrere a impianti per l’irrigazione, l’illuminazione e lo sfalcio, in modo da assecondarne la naturale evoluzione.

Tra le numerosissime specie vegetali presenti spiccano acero saccarino, nocciolo, sambuco, pioppo cipressino, acero rosso giapponese, rose, felci, hoste, ortensie, ninfee, ellebori.

Di recente, tra le tante specie di uccelli presenti, si sono impadronite di questa piccola oasi nella campagna anche alcune coppie di parrocchetto dal collare, un elegante e simpatico pappagallo ormai presente in diverse città italiane (da Genova a Palermo) e in Europa, con una crescita esponenziale negli ultimi anni.

Stagioni in giardino – Autunno 2017


Nel giardino di Patrizia

Attraverso Giardini

… e se mi sono trovato qui, solo di fronte a questo scorcio autunnale, nel giardino di Patrizia, devo ringraziare un colpo di vento e acqua che ci ha scompigliato i piani e fermato le intenzioni, la frenesia giardiniera.

Così guardo le foglie di fico a terra: mi chiedo se avranno dato buoni frutti e sorrido all’idea che forse in questo piccolo luogo appena creato c’e già qualcosa di antico, di Adamo ed Eva…

A lato l’Acer japonicum ‘Vitifolia’ nel suo rosso acceso mi chiude la scena e non posso non accostarlo ai gialli del fico e dei pioppi. Gialli un pò sempliciotti, sporcati di terra e macchie nere di fungo. Gialli che mescolati al rosso pichiettato di arancio e cremisi dell’acero giapponese danno un contrasto come di contadini vestiti a festa attorno al loro padrone, naturalmente elegante.

In acqua la chiazza di Myriophyllum aquaticum sembra voler esplodere (quante…

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