Preghiere al vento

E’ con grande emozione che annunciamo l’evento del 1 ottobre alle ore 16.30.

Ricordiamo che l’ingresso รจ gratuito. I posti disponibili, causa le dimensioni del luogo, sono ridotti. Si chiede, per facilitare l’organizzazione, una prenotazione e l’attesa di conferma; il tutto tramite WhatsApp al numero 3397922208.

Tutto comincia in un giardino

Il desiderio di una scorribanda teatrale, ovvero:

๐—ง๐—จ๐—ง๐—ง๐—ข ๐—–๐—ข๐— ๐—œ๐—ก๐—–๐—œ๐—” ๐—œ๐—ก ๐—จ๐—ก ๐—š๐—œ๐—”๐—ฅ๐——๐—œ๐—ก๐—ข di NeNe e Patrizia Merendi

Un viaggio emozionale alla ricerca delle proprie origini ancestrali, non uno spettacolo, piuttosto un’esperienza spettacolare, un percorso mitico ed evocativo. Un’affascinante passeggiata in un luogo unico, un mondo a sรฉ, fatto di colori, di profumi, di alberi, sentieri, ponti ed anche un mondo di intuizioni, di metafore di insegnamenti, a disposizione di ogni anima che passa, dati con la facilitร  dei riflessi della luce su un lago.

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ANTEPRIMA ad invito

Lavorando con Patrizia

Il luogo รจ un confine.


Un limite, nella forma di una siepe: una massa di Prunus laurocerasus, potata per anni e poi abbandonata ai rovi. Dal dopoguerra, nella nostra pianura, la siepe di lauroceraso รจ diventata simbolo della borghesia che conquista la campagna, trincea che separa il giardino dal campo, il vivere moderno da quello antico.
Piace in volumi rigidi, squadrati, e per questo la si pota una o due volte lโ€™anno. Quando viene trascurata, esplode in pochi anni: le dimensioni si moltiplicano, e il senso di chiuso, di barriera impenetrabile, si fa ancora piรน marcato.

รˆ in questo ambiente rigido e inselvatichito che approda Patrizia.
Diversamente da altri lavori fatti insieme, qui non cโ€™รจ un progetto: piuttosto una tensione, un groviglio, che nasconde il suo ago magnetico. Abbiamo parlato poco. Difficile dire di piรน.

รˆ un colletto dโ€™albero, lo spacco a terra di un salice aperto in due, inglobato nella siepe incolta, la molla che innesca la nostra voglia giardiniera. Il primo atto รจ stato individuarlo e disseppellirlo dalla coltre sempreverde del lauroceraso. Lโ€™apertura, la ferita nascosta, sembra rimarginata; eppure si avverte ancora la tensione, lo strappo continuo del peso crescente dei rami, non piรน verticali.
Ma non รจ un senso di soccorso che chiama, piuttosto unโ€™assonanza di vibrazioniโ€ฆ

Le linee sinuose dei due tronchi di salice si divaricano come gambe aperte, fondendosi con quelle piรน serpeggianti del lauroceraso. Abbiamo pulito tutto fino ad altezza dโ€™uomo: neppure una gemma a nascondere le forme.

Il segno piรน netto della nostra presenza รจ affidato ai sottili rami di salice, raccolti in fasci lunghi e flessuosi, fissati con fil di ferro, grandi come un braccio. รˆ il tocco, il tratto di Patrizia: con questa mina vegetale lascia la sua impronta e compone ciรฒ che sembra una figura in movimento. Distinguo con chiarezza occhi e grembo.

A terra, nel nudo improvvisamente illuminato, abbiamo piantato a spaglio felci, consolide, e un elleboro.
Allโ€™esterno, una massa di rovi โ€” lโ€™incolto oltre la siepe โ€” lancia le sue spire radicanti: sembra un polpo gigante che attacca lo scafo-giardino. Alcuni getti li lasciamo. Nonostante le spine, ci piace questo incombere dallโ€™alto, questo spingere di lato.

Il tempo รจ la qualitร  che piรน distingue il giardino come forma dโ€™arte specifica: tempo che esprime la vita. Spesso imponderabile e imprevedibile, il vivente cambia continuamente la scena.
Ad oggi, in questo ritaglio, il tocco piรน felice รจ stata lโ€™improvvisa esplosione dei corpi fruttiferi di Armillaria mellea, il bel fungo definito โ€œspietato con i vegetali e alimentare subdolo per gli umaniโ€.

Un tempo, quando eravamo meno accorti sul cibo, lo chiamavamo famigliola buona: perchรฉ spurgato e cotto, il carpoforo era considerato una prelibatezza. Oggi la scienza tossicologica ce lo segnala a commestibilitร  incostante โ€” ovvero, pericoloso.
Unโ€™altra ambiguitร : la sua natura doppia di saprobionte-parassita. Una forma di vita che si nutre prima di legno morto (saprofita) e poi di legno vivo (parassita), capace di stendere, nel giro di un lustro, ogni presenza arborea.

Trovo che sia nel colore che Armillaria mostri tutta la sua ambigua potenza seduttiva: nasce crema pallido, vira in fretta verso un caldo ocra, un color miele โ€” da qui mellea.
Poi rilascia una coltre di spore bianca e farinosa e inizia, in poche ore, un vorticoso cambio di tinte: dal fulvo al testa di moro, e infine al nero, in una massa liquefatta dove la luce sembra risucchiata.

Ad oggi, di questo lavoro affascina soprattutto lโ€™idea di una composizione, un quadro, una cellula capace di mostrare tutte le sue parti. La vita esprime i suoi cicli e ci lega, indissolubilmente.

Inaugurazione

Patrizia Merendi, Fiorella Fiocchi e Paolo Tasini
hanno il piacere di invitarvi all’inaugurazioneย dell’opera di land art Preludio
domenica 6 maggio 2018 inย via Felicina, 1 Bologna

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Preludioย รจ un’istallazione che introduce il Giardino delle Stanze Sonore di Patrizia Merendi. Eseguita in salice in pelle, annuncia il clima e il carattere del luogo e chiama come un grande sipario aperto il visitatore all’esperienza del giardino.

Orari di visita*
Domenica 6 maggio 2018
mattina: ingressi ore 10.00 – ore 11.30
pomeriggio: ingressi ore 15.00 – ore 16.30 – ore 18.00

La visita della durata di circa un’ ora sarร  guidata dagli autori dellโ€™opera e comprenderร  un percorso all’interno del giardino.
Data la particolaritร  del luogo gli ingressi saranno organizzati per gruppi di massimo 12 persone, esclusivamente su prenotazione.

Per la prenotazione potete contattare i seguenti numeri:
Patrizia Merendi 339 7922 208
Fiorella Fiocchi 347 7993396

INGRESSO GRATUITO

* data la limitatezza degli spazi di servizio si richiede la massima collaborazione all’entrata e all’uscita del parcheggio.

Il giardino delle stanze sonore

Ho sempre creduto che un giardino nascesse da un progetto realizzato su carta e poi messo in pratica. Mi rendo conto che ci sono modi diversi di fare giardino e per me, che ho sempre praticato l’esperienza dell’arte, plasmare stanza per stanza questo ambiente รจ stato, ed รจ, come dipingere su una tela viva e mutevole.
Nel fare giardino รจ il dialogo con la vita che piรน mi sorprende e che chiede un paziente ascolto per accogliere il nuovo, modificando continuamente la mia pennellata di apprendista giardiniere.
Questa mutevolezza fa sรฌ che “l’opera” non sia mai compiuta. Ogni traguardo pone altre mete da raggiungere… e l’avventura continua!

Cosรฌ mi piace immaginare questo giardino come un atelier a cielo aperto dove io non sono l’autore, ma l’interprete operante del Genius Loci. Il cantiere รจ sempre aperto.

Forse domani scopriremo un’altra stanza.

Patrizia

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Il Quadro-giardino di Patrizia Merendi

Articolo di presentazione

In collaborazione con Bologna Welcome.

 

Il sorprendente giardino, adiacente a unโ€™abitazione costruita a cavallo dellโ€™ultima guerra, รจ situato nella campagna occidentale bolognese, in un territorio rurale vicinissimo alla cittร  in cui sono ancora riconoscibili alcuni caratteri storico-paesaggistici dellโ€™antica comunitร  di Olmetola (ville, nuclei c olonici, viabilitร  storica, fossi, siepi e filari alberati).

Nel โ€™700 il terreno su cui insiste il giardino era parte della grande tenuta della famiglia senatoria Scappi, che aveva il fulcro nellโ€™odierna Villa Bernaroli, e in particolare del podere di un nucleo colonico nelle vicinanze, tuttora esistente, che nella carta dellโ€™ Ufficio Acque e Strade (1774) era detto Fabbreria Scappi e in seguito Fabbreria vecchia.

Via Felicina, che nel nome ricorda unโ€™altra famiglia senatoria bolognese, i Felicini, che avevano proprietร  nella zona prima degli Scappi, rappresenta un cardo della centuriazione romana, che incrocia il decumano di via Olmetola non lontano dal giardino, nel punto in cui unโ€™edicola votiva segnala ancora lโ€™antichissimo crocicchio.

Lโ€™attuale proprietaria, lโ€™artista simbolista Patrizia Merendi, iniziรฒ circa 20 anni fa la ristrutturazione dellโ€™edificio, creando anche una prima forma di giardino, secondo uno sviluppo per blocchi non piรน riconoscibile.

Lโ€™accesso avviene attraverso un alto corridoio di siepi miste e informali che isolano dal contesto: da subito si percepisce lโ€™invito alla scoperta. รˆ un giardino riservato, che si svela poco a poco, man mano che ci si inoltra nelle tante stanze verdi che lo compongono, legate lโ€™una allโ€™altra da altrettanti canali prospettici e vie di fuga per lโ€™occhio attento che, dopo avere scoperto insoliti e affascinanti insiemi di forme e tonalitร  di verde nel ricchissimo sottobosco, corre naturalmente piรน lontano, oltre uno squarcio tra le fronde dellโ€™acero giapponese, al di lร  di un cancello, verso un campo lontano, tra i rami che inquadrano una stele di vetro o verso una mangiatoia per uccelli appesa in alto.

Nato senza un progetto complessivo ma seguendo la passione, la curiositร  e la ricerca, รจ oggi un giardino complesso, che occorre interpretare, con angoli di grande equilibrio naturalistico e inserti simbolici forti.

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รˆ stato creato un biolago (80 cm di profonditร ) che accoglie specie particolari, come Ceratophyllum demesum e Iris pseudocorus , e un susseguirsi di cascatelle create con canne d i bambรน.

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Nella parte centrale si apre un grande spazio luminoso dove la proprietaria ha realizzato un Karesansui, un giardino giapponese (impropriamente detto Zen).

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Poco oltre s i trova un labirinto che riproduce, con dimensioni dimezzate, quello celebre della cattedrale di Chartres. Piรน vicino allโ€™edificio, immerso nella vegetazione e davvero poco percepibile, si trova lโ€™unico esemplare arboreo preesistente, un grande tiglio simbolo del giardino, circondato da una morbida bordura di Brunnea macrophylla.

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I fiori, tuttavia, non sono gli elementi principali del giardino, per cui sono fondamentali soprattutto il formalismo e il cromatismo fogliare, anche se nel periodo di massima fioritura il giardino regala un vero e proprio percorso olfattivo.

La cura del giardino viene eseguita quotidianamente dalla proprietaria senza ricorrere a impianti per lโ€™irrigazione, lโ€™illuminazione e lo sfalcio, in modo da assecondarne la naturale evoluzione.

Tra le numerosissime specie vegetali presenti spiccano acero saccarino, nocciolo, sambuco, pioppo cipressino, acero rosso giapponese, rose, felci, hoste, ortensie, ninfee, ellebori.

Di recente, tra le tante specie di uccelli presenti, si sono impadronite di questa piccola oasi nella campagna anche alcune coppie di parrocchetto dal collare, un elegante e simpatico pappagallo ormai presente in diverse cittร  italiane (da Genova a Palermo) e in Europa, con una crescita esponenziale negli ultimi anni.