Articolo di presentazione
Il sorprendente giardino, adiacente a unโabitazione costruita a cavallo dellโultima guerra, รจ situato nella campagna occidentale bolognese, in un territorio rurale vicinissimo alla cittร in cui sono ancora riconoscibili alcuni caratteri storico-paesaggistici dellโantica comunitร di Olmetola (ville, nuclei c olonici, viabilitร storica, fossi, siepi e filari alberati).
Nel โ700 il terreno su cui insiste il giardino era parte della grande tenuta della famiglia senatoria Scappi, che aveva il fulcro nellโodierna Villa Bernaroli, e in particolare del podere di un nucleo colonico nelle vicinanze, tuttora esistente, che nella carta dellโ Ufficio Acque e Strade (1774) era detto Fabbreria Scappi e in seguito Fabbreria vecchia.
Via Felicina, che nel nome ricorda unโaltra famiglia senatoria bolognese, i Felicini, che avevano proprietร nella zona prima degli Scappi, rappresenta un cardo della centuriazione romana, che incrocia il decumano di via Olmetola non lontano dal giardino, nel punto in cui unโedicola votiva segnala ancora lโantichissimo crocicchio.
Lโattuale proprietaria, lโartista simbolista Patrizia Merendi, iniziรฒ circa 20 anni fa la ristrutturazione dellโedificio, creando anche una prima forma di giardino, secondo uno sviluppo per blocchi non piรน riconoscibile.
Lโaccesso avviene attraverso un alto corridoio di siepi miste e informali che isolano dal contesto: da subito si percepisce lโinvito alla scoperta. ร un giardino riservato, che si svela poco a poco, man mano che ci si inoltra nelle tante stanze verdi che lo compongono, legate lโuna allโaltra da altrettanti canali prospettici e vie di fuga per lโocchio attento che, dopo avere scoperto insoliti e affascinanti insiemi di forme e tonalitร di verde nel ricchissimo sottobosco, corre naturalmente piรน lontano, oltre uno squarcio tra le fronde dellโacero giapponese, al di lร di un cancello, verso un campo lontano, tra i rami che inquadrano una stele di vetro o verso una mangiatoia per uccelli appesa in alto.
Nato senza un progetto complessivo ma seguendo la passione, la curiositร e la ricerca, รจ oggi un giardino complesso, che occorre interpretare, con angoli di grande equilibrio naturalistico e inserti simbolici forti.

ร stato creato un biolago (80 cm di profonditร ) che accoglie specie particolari, come Ceratophyllum demesum e Iris pseudocorus , e un susseguirsi di cascatelle create con canne d i bambรน.

Nella parte centrale si apre un grande spazio luminoso dove la proprietaria ha realizzato un Karesansui, un giardino giapponese (impropriamente detto Zen).

Poco oltre s i trova un labirinto che riproduce, con dimensioni dimezzate, quello celebre della cattedrale di Chartres. Piรน vicino allโedificio, immerso nella vegetazione e davvero poco percepibile, si trova lโunico esemplare arboreo preesistente, un grande tiglio simbolo del giardino, circondato da una morbida bordura di Brunnea macrophylla.

I fiori, tuttavia, non sono gli elementi principali del giardino, per cui sono fondamentali soprattutto il formalismo e il cromatismo fogliare, anche se nel periodo di massima fioritura il giardino regala un vero e proprio percorso olfattivo.
La cura del giardino viene eseguita quotidianamente dalla proprietaria senza ricorrere a impianti per lโirrigazione, lโilluminazione e lo sfalcio, in modo da assecondarne la naturale evoluzione.
Tra le numerosissime specie vegetali presenti spiccano acero saccarino, nocciolo, sambuco, pioppo cipressino, acero rosso giapponese, rose, felci, hoste, ortensie, ninfee, ellebori.
Di recente, tra le tante specie di uccelli presenti, si sono impadronite di questa piccola oasi nella campagna anche alcune coppie di parrocchetto dal collare, un elegante e simpatico pappagallo ormai presente in diverse cittร italiane (da Genova a Palermo) e in Europa, con una crescita esponenziale negli ultimi anni.